02 • 10 • 2020

 

L’Insurtech Summit di metà settembre è stato un evento di successo che ha raccolto la comunità degli innovatori nel mondo delle assicurazioni.

Qui potete rivedere tutti gli interventi (link ai video) di una giornata ricca e intensa, conclusasi con la consegna degli Insurtech Awards (qui link ai premi…)

Abbiamo chiesto ad alcuni di questi innovatori, manager e imprenditori del settore assicurativo, che cosa resta dell’Insurtech Summit, qual è il messaggio che lascia, e quali sono le prioprità per accelerare l’innovazione dell’insurance. Ecco le loro risposte.

 

Yuri Poletto, Insurance Open Innovation Consultant

Messaggio: il mondo in cui viviamo e lavoriamo è sempre più aperto e interconnesso. I nostri business competono in un sistema globale di competitors, fornitori, talenti e tecnologie. L’industria assicurativa, la cui missione è quella di proteggere persone e business dagli eventi avversi, si trova oggi ad affrontare rischi sempre più globali o influenzati da fattori globali, come i rischi cyber, i cambiamenti climatici, la rivoluzione dei modelli e dei contratti di lavoro. Per compiere la sua missione, l’industria assicurativa deve quindi pensare ed agire non più come un’entità locale o un insieme di entità locali, ma come un soggetto integrato in un ecosistema globale da cui provengono i rischi che deve affrontare, i capitali che la finanziano, e le risorse e tecnologie che le consentono di operare. In questo nuovo scenario, un’associazione come IIA può ricoprire il ruolo di partner strategico per l’intero ecosistema assicurativo e insurtech italiano.

Priorità: alzare l’asticella dell’intero comparto assicurativo Italiano, e far arrivare il nostro ecosistema insurtech al livello di quelli degli altri grandi paesi Europei (UK e Germania in primis). Per fare questo bisogna agire su più fronti: facilitare la nascita di più insurtech (l’estensione della sandbox dell’IVASS dal Fintech all’Insurtech va in questa direzione); incrementare esponenzialmente il flusso degli investimenti di venture capital in insurtech (nel 2019 sono stati investiti nell’insurtech Italiano meno di 10 milioni di euro, nello stesso anno l’insurtech tedesca Friday da sola ne ha raccolti 128 milioni); innalzare il livello di educazione finanziaria degli italiani, che ancora oggi quando devono decidere come far fronte a possibili eventi avversi futuri preferiscono far affidamento sui loro risparmi piuttosto che acquistare prodotti e servizi di prevenzione e protezione dai rischi.

 
Gerardo Di Francesco, managing partneer Wide Group e vicepresidente Italian Insurtech Association

L’Italian Insurtech Summit lancia il forte messaggio “DO IT NOW!” a tutto il settore assicurativo, riferito a progetti che coinvolgono gli ambiti di innovazione, rischio e tecnologia, in uno scenario in veloce evoluzione.

Diventa, infatti, sempre più necessaria la condivisione di idee e best practice e la creazione di ecosistemi per la digitalizzazione dei processi di intermediazione e gestione assicurativa. Questo per rispondere e soddisfare le nuove esigenze dei consumatori e nell’ottica di una reale integrazione tra tecnologia e insurance. 

L’emergenza sanitaria, il cambiamento dei consumatori delle nuove generazioni e quindi dei trend assicurativi richiedono una pronta risposta e relativa organizzazione da parte di tutta l’industry. 

L’Italian Insurtech Summit è stato anche occasione per approfondire e segnalare realtà che già si sono attivate in questa direzione nel panorama italiano.

Wide Group ha condiviso con l’industry il proprio modello per la digital transformation delle operation del broker di assicurazioni, che unisce esperienza e competenze a innovazione tecnologica e integra quindi offline e online.
La digitalizzazione della gestione dei processi per la gestione di tutto il ciclo di vita della polizza e le interazioni tra broker-cliente-compagnia porta a una rivoluzione nel lavoro dell’intermediario, in ottica anche e soprattutto di miglioramento del servizio al cliente.

I broker di assicurazione sono spesso piccole realtà che non hanno le risorse per investire in innovazione tecnologica, in marketing e soprattutto in compliance. Il rischio è di non riuscire a offrire un servizio di eccellenza e tutela ai propri clienti e, allo stesso, di incorrere in costi operativi non più sostenibili. Grazie al modello operativo di Wide Group il consulente può dedicare il 100% del tempo allo studio e alla tutela del proprio cliente, avendo a disposizione tutti i prodotti assicurativi esistenti sul mercato italiano e internazionale in maniera smart, veloce e in cloud.

 

Massimo Michaud, CEO Kinetica Business Partners

Dopo molti anni finalmente il livello di attenzione e di interesse per le trasformazioni del settore assicurativo è a punto critico per procedere all’adozione di soluzioni innovative da parte degli operatori di settore.

Questa conclusione si può trarre da due evidenze. La prima è la forte partecipazione al Summit. La seconda è personale: sono oltre 6 anni che descrivo le trasformazioni agli incumbent ma solo negli ultimi 18 mesi si è manifestata la disponibilità a partnership tra compagnie e startup

 

Priorità per accelerare. Diffondere consapevolezza presso le compagnie sulla sfida costituita da alcuni new entrant con ampi capitali e spiegare come alcune tecnologie abilitino opportunità di nuove soluzioni, nuovi servizi, nuove modalità di accesso. In particolare, l’utilizzo dell’AI riserva interessanti sorprese. In particolare, sottolineerei come cruciali le seguenti attività:

La comunicazione “concreta” focalizzata su quello che è già disponibile e operante, in Italia e all’estero
La strutturazione della materia in modo da rendere chiaro l’ambito cui applicare le nuove tecnologie con successo (decisioni di massa, efficientamento,…)
La capacità di privilegiare nelle soluzioni presentate l’impatto sulla competitività, partendo dall’esigenza del cliente più ancora che dall’estetica della soluzione tecnologica 

I pluripremiati all’Insurtech Summit, pensiamo a Yolo, Net Insurance e a Toyota, hanno spiccatamente la terza caratteristica.

 

Fabio Pittana, Chief Operating Officer & Digital Platform, Net Insurance

L’Insurtech Summit lascia un senso di urgenza, condiviso da tutti, per l’innovazione, la ricerca di nuove vie di prossimità al cliente, di attivazione del vero customer care, fino ad oggi tanto dichiarato e poco praticato.

Al tempo stesso, evidenzia però che ognuno attribuisce un significato differente all’ innovazione: chi si concentra sui sinistri, chi sull’underwriting, chi sull’assistenza, chi sulla digitalizzazione dei processi, in genere guidato dalle esigenze specifiche della propria azienda.

In realtà l’innovazione deve procedere a 360° su tutti i momenti del processo assicurativo e in questo l’Italian Insurtech Association (e i relativi eventi) sono driver importantissimi per guidare, trascinare e coordinare l’innovazione.

 

Alberto Garuccio, Innovation Leader Reale Lab 1828

La prima edizione dell’Italian Insurtech Summit conferma in un periodo complesso a livello economico e sociale una crescente attenzione verso il settore assicurativo, non solo più a livello internazionale. Fa piacere soprattutto intravedere diversi punti di contatto tra le iniziative che sono state raccontate durante gli interventi, elemento che fa ben sperare in un’ulteriore fase di sviluppo del nostro settore.

Nel mio intervento ho descritto l’importanza di due elementi, competenze e timing, e di come siano strettamente collegati tra loro durante lo sviluppo di un’iniziativa imprenditoriale innovativa di successo. In questo senso i principali attori, sia istituzionali sia privati, devono interpretare un ruolo attivo nel favorire l’aumento di velocità nella trasformazione del settore assicurativo, sempre più contaminato da differenti business model, nuovi player ma anche opportunità da cogliere.

Sono convinto che aumentare il livello di consapevolezza possa creare un elemento di discontinuità rispetto al passato, e sicuramente iniziative come questa possono aiutare a condividere una visione comune ed aumentare l’apertura del settore.

 

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