05 • 08 • 2020

 

                                                                                                                                                                                                                                           
L’identità digitale è il sogno dell’era digitale: un numero crescente di governi e di imprese nel mondo sta implementando programmi di identificazione digitale, ritenuta vantaggiosa sia per l’utente che per le istituzioni.

Le tecnologie a supporto dell’identificazione digitale comprendono oggi vari sistemi biometrici (dall’impronta digitale al riconoscimento facciale o della voce o dei comportamenti); utilizzo di smart card; crittografia, OTP (one time password), app di autenticazione da mobile, sistemi blockchain.

Secondo McKinsey, una buona identificazione digitale, che protegge la privacy dell’utente e garantisce il controllo dei dati personali, è in grado di sbloccare un valore economico equivalente al 3-6 percento del PIL in media entro il 2030, rendendo l’ID una forza potenziale per una crescita inclusiva, specialmente nelle economie emergenti.

Questo perché le interazioni tra persone e istituzioni (amministrazioni, fisco,  aziende di servizi, retail, rapporti di lavoro)  migliorano notevolmente generando valore. In ambito assicurativo, un sistema di identità digitale presenta il vantaggio di identificare in maniera certa e a distanza la clientela, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di semplificazione e sicurezza in tutto il customer journey.

Lo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale che si va sviluppando in Italia, al momento diffuso soprattutto per l’accesso a servizi pubblici, è un sistema ideale di identificazione anche nei servizi erogati dai privati, in quanto è lo Stato che diventa ‘garante’ di un’identità.

Perciò lo SPID nei prossimi mesi sarà incentivato sempre più nel settore privato dei servizi online, nelle varie filiere verticali come insurance, banking, che potranno organizzarsi con l’AgID per identificare i propri clienti e, per esempio, farli loggare nei propri siti tramite SPID.

“Come IIA faremo tutto il possibile per supportare concretamente AgID nella diffusione del progetto SPID all’interno dell’industria assicurativa italiana. – sottolinea Gerardo Di Francesco, Presidente di Italian Insurtech Association – Riteniamo infatti che un’adozione massiva del protocollo di autenticazione SPID da parte di tutto l’ecosistema assicurativo costituisca una risposta efficace, sistemica e di lungo periodo a molte delle sfide poste all’industry dalla digital transformation. Mi riferisco in particolare al riconoscimento a distanza della clientela, alla distribuzione di prodotti assicurativi esclusivamente tramite canali digitali e a quanto previsto dai regolamenti IVASS 41/18 e 40/18 in materia di “home insurance” e firma digitale.”

 

Che cos’è lo SPID

L’Italia ha bisogno di lavorare ancora per migliorare e diffondere lo sviluppo di sistemi di ID efficienti e sicuri tra cittadini e imprese. Una chiave anche nel post-Covid, come ha dichiarato il Presidente Conte nel suo piano in 7 punti  che rilanciava il concetto di ‘Italia, smart nation’ già espresso in passato.

Lo SPID, che significa Sistema Pubblico di Identità Digitale, è il nome dato in Italia alla soluzione di Identità Digitale promossa dallo Stato, tramite AgID, dal 2014. Si basa su un modello federato e collaborativo di aziende private, e fino a oggi è andato un po’ a rilento, pur essendo sempre stato suo obiettivo ideale quello di essere il sistema unico di identificazione per l’e-gov, così come per le aziende private.

L’accelerazione è avvenuta negli ultimi mesi: SPID ha ormai raggiunto la quota 9 milioni di identità rilasciate, e il suo incremento galoppa velocemente anche in virtù delle misure Covid. E non è tutto: dal prossimo 1 ottobre 2020, anche l’Inps sarà accessibile solo via SPID, il che significa milioni di persone che si aggiungono al complessivo numero di titolari di questo sistema di identità digitale.

Parallelamente, dallo scorso marzo, AgID ha emanato delle Linee Guida per firmare i documenti online con lo SPID. Ciò è un enorme passo avanti: lo Spid è passato dall’essere un sistema di autenticazione ad un sistema anche di autorizzazione, di firma legale, i cittadini potranno sottoscrivere un documento, ad esempio un contratto, semplicemente con l’utilizzo delle proprie credenziali SPID, senza dover ricorrere ad altri dispositivi di firma digitale (come token USB, smart card).

E’ il passo avanti che potrebbe creare il raccordo mancante tra SPID e PSD2 e sostenere in tal modo il ricorso a questa modalità per i contratti assicurativi.

 

I punti di contatto con la PSD2

La PSD (Payment Services Directive) nasce come regolamentazione dei servizi finanziari online nel 2018, pensata per sostenere il mercato unico dei pagamenti nell’Unione Europea e la normalizzazione (attraverso l’obbligo di Open Data  e API) di nuovi metodi di pagamento fintech.

La PSD ha imposto alle banche di aprire a terze parti autorizzate le porte” dei conti e dei dati in loro possesso. Norma e abilita il concetto di Open Banking.

Con la PSD2, secondo lOsservatorio Fintech & Insurtech della School of Management del Politecnico di Milano, i servizi dell’Open Banking si allargheranno ed evolveranno anche in Open Finance & Insurance.

Il motivo, sottolineano i ricercatori, è che nel momento stesso in cui il sistema bancario apre a terzi (es. un’assicurazione) i dati dei propri clienti, l’azienda terza li utilizzerà per il proprio business (senza contare che già adesso è in corso una sorta di fusione tra istituti bancari e assicurativi con le diverse “bancassicurazioni”).

E’ chiaro che in questa triangolazione dei dati, un sistema di identità digitale univoco e sicuro rende il processo più fluido.

E lo SPID sembra rispondere bene alle richieste di autenticazione ‘forte’, cioè basato su due fattori (Strong Customer Authentication o SCA) introdotto con la PSD2.

 

Il prossimo futuro

L’introduzione con le Linee Guida della modalità di sottoscrizione tramite SPID, coniugato alla significativa crescita della diffusione dello SPID avvenuta negli ultimi mesi, potrebbe avere un effetto positivo di spinta verso il superamento di ostacoli alla diffusione di questo sistema di identificazione e autorizzazione in ambito privato. Si prevede che gli scenari di utilizzo della modalità di sottoscrizione tramite SPID riguarderanno soprattutto documenti relativi alla contrattualizzazione di forniture di servizi, soprattutto in contesti in cui si fa uso di smart contract, come appunto il contesto assicurativo.

Ma molto dipende dall’adozione massiccia da parte delle imprese, che al momento sono ancora bloccate dalla mancanza delle convenzioni che definiranno in che modo i soggetti aggregatori di Spid privati offriranno alle imprese i propri servizi.  

Proprio sugli aggregatori di servizi privati ha cominciato a lavorare AgID a maggio, preparando una bozza della convenzione che definirà come questi soggetti offriranno alle imprese i propri servizi.