29 • 01 • 2021

Pubblicazione: repubblica.it 

gennaio, 2021

Sottoscrizione polizze, cresce la domanda: processi sempre più digitali

Per Simone Ranucci Brandimarte, co-fondatore e presidente di Yolo, le formule on demand, da quelle instant alle pay per use, hanno fatto i primi passi e sono pronte alle sfide del mercato

L’avvento delle nuove tecnologie sta modificando molti aspetti della nostra vita e il comparto assicurativo da questo punto di vista non fa eccezione. Le soluzioni insurtech sono infatti una realtà in costante crescita grazie anche alla spinta verso la digitalizzazione impressa dalla pandemia. Anche se a fronte di consumatori ormai sempre più evoluti ancora non corrisponde un’offerta adeguata. A tirare le somme è Simone Ranucci Brandimarte, co-fondatore e presidente di Yolo, startup insurtech fondata tre anni fa che propone assicurazioni on demand.

“La domanda di polizze digitali è cresciuta molto velocemente negli ultimi anni. Basti pensare che il 35% dei clienti assicurativi acquista tramite web o mobile. A fronte di ciò, però, l’offerta resta inadeguata se si considera che oggi soltanto l’1% delle polizze viene venduto digitalmente”. A questo va aggiunto lo sviluppo di nuovi bisogni, “legati ad esempio al maggior utilizzo rispetto al passato di biciclette, monopattini e di servizi nell’ambito della sharing economy, che richiedono coperture assicurative ad hoc che trovano scarso riscontro sul mercato”. Il motivo del ritardo negli investimenti in digitalizzazione? “Innovare e lanciare nuovi prodotti è costoso e richiede un aggiornamento in termini di competenze e di approccio verso il consumatore non sempre facile”, spiega il manager.

L’offerta di Yolo si basa principalmente sulla formula on demand, ovvero su polizze assicurative acquistabili attraverso i canali digitali. Secondo una ricerca dell’Italian Insurtech Association, nel 2020 sono state 385 mila le persone che hanno acquistato queste soluzioni, pari all’1,2% della popolazione digitale. L’aumento, rispetto ai dodici mesi precedenti, è stato elevato sia nel transato (250%) sia nella maggiore conoscenza del prodotto (+310%). L’analisi evidenzia che, sebbene gli incrementi siano a tre cifre, i numeri sono ancora lontani dalle medie europee e mostrano notevoli potenzialità di crescita. “Attualmente le più richieste sono le formule instant, cioè che si attivano al momento dell’acquisto, e pay-per-use, cioè pagabili sulla base del reale utilizzo”, sottolinea Ranucci Brandimarte. “Questo perché il consumatore sempre più spesso si muove in una logica di microinsurance. Ovvero vuole acquistare dai propri device le polizze, pagando solo quando utilizza il bene o il servizio”.

L’offerta della società spazia da prodotti pensati per il segmento dei privati (di recente sono stati lanciati tre prodotti per i viaggi, tra cui la prima polizza parametrata sulle condizioni meteo; una soluzione per la casa comprensiva di servizi fruibili attraverso una app; un servizio di assistenza digitale dedicata agli over 65 e un prodotto per i cicloamatori) a quelli per il target business, con una soluzione che tutela l’azienda in caso di procedimenti civili e penali e una polizza sanitaria destinata alle imprese che vogliono proteggere i loro collaboratori in fase di pandemia.

Oltre a questo “abbiamo lanciato la insurtech platform dove le compagnie assicuratrici aderenti possono proporre le proprie offerte e avere un canale di comunicazione con i propri clienti”. Guardando al futuro, conclude Ranucci Brandimarte, “la rivoluzione sta nell’open insurance che porterà a una crescente collaborazione tra attori tradizionali e startup insurtech. Da questo punto di vista l’open banking ha fatto da volano, permettendo di creare un approccio collaborativo tra soggetti diversi in cui l’elemento caratterizzante è la centralità e l’innovazione del servizio offerto”.