Innovazione - 10 • 06 • 2021

Tecnologia e Innovazione: punti di forza e limiti

Il settore Insurtech cresce di giorno in giorno ed esplora sempre più aree del sistema assicurativo, inglobando in sé aziende e professionisti diversi.
È dalle necessità degli operatori che hanno vita nuovi modelli lavorativi e l’adozione di nuove tecnologie che, per quanto fruttuose e rivoluzionarie, vanno analizzate e valutate con attenzione.
Infatti, non tutte le tecnologie si prestano a tutti i campi e il settore assicurativo è composto da numerosi micro sistemi, ognuno dei quali con le proprie peculiarità e coi propri limiti. Per una vera rivoluzione del sistema occorre una profonda e scrupolosa valutazione delle possibilità e delle avanguardie a cui affidarsi, per far sì che sia gli operatori, sia gli utenti, si trovino al punto giusto per potervi accedere.
A questo proposito, ecco un articolo ripreso dalla Harvard Business Review Magazine e, di seguito, altri approfondimenti sui limiti e le possibilità della digitalizzatzione.

Getting AI to Scale maggio – giugno, Harvard Business Review Magazine 

Molte compagnie faticano ancora a comprendere pienamente il potenziale dell’intelligenza artificiale e le modalità con cui questa potrebbe rivoluzionare le loro operazioni. Spesso, infatti, l’IA viene applicata a processi secondari che non portano a cambiamenti sostanziali: secondo tre consulenti della nota società McKinsey, la soluzione consiste nel reinventare l’uso delle nuove tecnologie e sfruttarle in tutte le operazioni fondamentali. Questo sforzo si compone di quattro elementi principali: identificare un’area in cui l’IA porterebbe a un cambiamento sostanziale in tempi relativamente rapidi; formare un team con le persone giuste e rimuovere tutti gli ostacoli che potrebbero rallentare i risultati; re-immaginare l’attività nella sua interezza partendo da un obiettivo principale; e favorire le nuove pratiche con modifiche dal punto di vista dell’organizzazione e della collaborazione tra diversi settori aziendali.

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Approfondimenti Utili

•   Incumbent auto insurers are growing US market share despite insurtech disruption
4 maggio, Business Insider

La pandemia di nuovo coronavirus ha fatto crollare sensibilmente l’utilizzo dell’auto da parte di utenti privati, portando molti clienti a modificare o disdire la propria polizza assicurativa. Un nuovo sondaggio condotto negli Stati Uniti da JD Power tra marzo 2020 e gennaio 2021 ha rivelato però come le agenzie assicurative tradizionali abbiano tratto i maggiori benefici dalla situazione di emergenza sanitaria. Sebbene infatti diverse startup insurtech – come Metromile, Root e Clearcover – siano cresciute notevolmente nell’ultimo anno, i clienti delle cinque principali compagnie sono continuati ad aumentare. Le nuove arrivate, quindi, devono fare di più per imporsi realmente sul mercato e superare i colossi del settore.  

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•   Oscar Health’s Uncertain Financial Future
12 maggio, Forbes

L’insurtech americana Oscar Health ha reso pubblico il suo primo rendiconto finanziario trimestrale da quando si è quotata in Borsa, lo scorso marzo. Attiva nel settore delle assicurazioni mediche, Oscar Health è stata fondata nel 2012 da Mario Schlosser, Kevin Nazemi e Joshua Kushner, fratello del genero di Donald Trump Jared Kushner. La sua strategia punta a guadagnare nuove fette di mercato grazie all’innovazione e al mantenimento di prezzi competitivi per i suoi prodotti, ma molti osservatori dubitano che questo modello possa risultare sostenibile sul lungo termine: Oscar Health ha investito somme ingenti nel tentativo di espandersi sui mercati, ma non ha mai generato profitti. Anche se il suo debutto in Borsa è stato un successo, poi, il prezzo delle azioni è diminuito del 50% in appena due mesi.  

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•   A New Model to Spark Innovation Inside Big Companies
12 maggio, Harvard Business Review

Spinte dalla necessità di rimanere al passo con la trasformazione digitale, nel corso degli ultimi anni diverse aziende hanno investito tempo e risorse per lanciare progetti digitali inediti ma, comunque, strettamente dipendenti dal loro brand primario. Esiste però una soluzione alternativa: i venture buyout (VBO), un nuovo approccio secondo cui, invece che fare affidamento soltanto sulle proprie risorse interne, le compagnie allargano lo sguardo e collaborano con fondi venture capital al fine di avviare nuove startup capaci di attrarre investimenti e, in un futuro, quotarsi in Borsa o essere acquisite da altre compagnie. Nei venture buyout la sinergia tra azienda e venture capital offre non soltanto ulteriori fondi, ma dà anche accesso a nuovi clienti, competenze e una profonda conoscenza del mercato: il risultato è quindi vincente per entrambe le parti.

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